regolazione in modo da migliorare la saldatura stessa. Se
l'arco fonde a gocce e tende a spegnersi si dovrà
aumentare la velocità del filo oppure scegliere un valore
inferiore di corrente. Se invece il filo punta violentemente
sul pezzo e dà luogo a proiezioni di materiale si dovrà
ridurre la velocità del filo.
E' da ricordare inoltre che ogni filo dà migliori risultati con
una determinata velocità di avanzamento. Per cui per lavori
di impegno e di lunga durata, converrà anche provare fili di
diverso diametro per scegliere il più adatto.
SALDATURA IN ALLUMINIO
Per questo tipo di saldatura viene impiegato come gas
protettivo l'ARGON o miscela ARGON - ELIO. Il filo da
utilizzare deve possedere le stesse caratteristiche del
materiale base. In ogni caso comunque è sempre
preferibile un filo più legato (es. alluminio/silicio) a mai un
filo in alluminio puro.
La saldatura MIG dell'alluminio non presenta particolari
difficoltà se non quella di riuscire a trainare bene il filo lungo
tutta la torcia, in quanto, come risaputo, l'alluminio ha
scarse caratteristiche meccaniche e le difficoltà di traino
saranno tanto maggiori quanto minore sarà il ø del filo.
A questo problema è possibile ovviare apportando le
seguenti modifiche:
1 - Sostituire la guaina della torcia con il modello in teflon.
Per sfilarla basta allentare i grani all'estremità della
torcia.
2 - Usare tubetti di contatto per alluminio.
3 - Sostituire i rullini trainafilo con tipo per alluminio.
4 - Sostituire la guaina in acciaio del guidafilo d'entrata con
la corrispondente in teflon.
I pezzi sopra descritti sono previsti nell'accessorio per
alluminio offerto in opzione.
SALDATURA A PUNTI (Fig. G )
Con un impianto a filo si può ottenere l'unione di lamiere
sovrapposte mediante punti di saldatura realizzati con
apporto di materiale.
L'impianto è particolarmente adatto allo scopo in quanto è
dotato di temporizzatore regolabile, il che rende possibile
scegliere il tempo di puntatura più adatto e,
conseguentemente, la realizzazione di punti con uguali
caratteristiche.
Per utilizzare la macchina per puntare è necessario
predisporla nel seguente modo:
- Sostituire l'ugello della torcia con quello di tipo apposito
per puntatura fornito come accessorio. Tale ugello si
distingue per la forma cilindrica e per avere nella parte
terminale degli sfiati per il gas.
- Porre il commutatore di regolazione della corrente alla
posizione "massima".
- Regolare la velocità di avanzamento del filo quasi al
massimo del valore.
- Porre il deviatore in posizione "TIMER".
- Regolare il tempo di puntatura a seconda dello spessore
della lamiere da unire.
Per eseguire la puntatura si appoggia in piano l'ugello della
torcia sulla prima lamiera, si preme quindi il pulsante della
torcia per il consenso alla saldatura: il filo porta in fusione la
prima lamiera, la attraversa e penetra nella seconda
realizzando così un cuneo fuso tra le due lamiere.
Il pulsante dovrà essere premuto fino a che il
temporizzatore non interromperà la saldatura.
Con questo procedimento sono realizzabili puntature
anche in condizioni non possibili con puntatrici tradizionali,
dato che si possono unire lamiere non accessibili
posteriormente, come ad es. scatolati.
Inoltre è molto ridotto il lavoro dell'operatore data la
estrema leggerezza della torcia.
Il limite di utilizzo di tale sistema e legato allo spessore della
prima lamiera, mente la seconda può essere di spessore
notevolmente elevato.
CHIODATURA (Fig.H )
E' un procedimento che consente di poter sollevare lamiere
rientrate o deformate senza dover battere a rovescio.
Questo è indispensabile nel caso di parti di carrozzeria non
accessibili posteriormente.
L'operazione si esegue nel modo seguente:
- Sostituire l'ugello della torcia con quello di tipo apposito
per chiodatura, che presenta lateralmente l'alloggio per il
chiodo.
- Porre il commutatore di regolazione della corrente nella
posizione 3.
- Regolare la velocità di avanzamento in funzione della
corrente e del ø del filo utilizzato, come se si dovesse
eseguire un'operazione di saldatura.
- Disporre il deviatore in posizione "TIMER".
- Regolare il tempo a circa 1 - 1,5 secondi.
In tal modo si eseguirà un punto di saldatura in
corrispondenza della testa del chiodo realizzando così
l'unione dello stesso con la lamiera. A questo punto è
possibile, usando l'apposito attrezzo, sollevare la lamiera
rientrata.
PROCEDURA DI RINVENIMENTO DELLA LAMIERA
(Fig. I )
Per eseguire questo procedimento richiedere la
relativa confezione .
In carrozzeria dopo aver effettuato delle saldature o delle
martellature la lamiera perde le sue caratteristiche iniziali e
per riportarla allo stato iniziale, l'operatore usava il cannello
ossiacetilenico con il quale riscaldava la lamiera fino ad
una temperatura di circa 800, raffreddandola poi
rapidamente con uno straccio imbevuto d'acqua.
Volendo sostituire completamente il cannello
ossiacetilenico, la procedura di rinvenimento si effettua
come segue:
- Togliere l'ugello della torcia ed innestare l'apposito porta
elettrodo e quindi l'elettrodo in carbone serrando
l'apposita manopola.
- Mettere in posizione 1 il commutatore di regolazione
(posizioni più alte riscalderebbero troppo l'elettrodo e la
macchina).
- Togliere pressione ai rullini di traino tramite sgancio della
molla per evitare che il filo venga trascinato sulla torcia.
Se la parte da rinvenire interessa solo una piccola area
eseguire l'operazione come una puntatura, mettendo a
contatto la parte terminale dell'elettrodo con la lamiera per
un tempo sufficiente a riscaldarla e raffreddarla poi
rapidamente con uno straccio imbevuto ad acqua. Se
invece la parte da rinvenire è più estesa si deve far roteare
l'elettrodo.
MASCHERA PROTETTIVA:
Va SEMPRE usata durante la saldatura, equipaggiata con
appositi vetri filtranti per proteggere gli occhi ed il viso dalle
radiazioni luminose emesse dall'arco, consentendo di
osservare la saldatura che si sta eseguendo.
CONFEZIONI DI MONTAGGIO
MANUTENZIONE
ATTENZIONE!
IN NESSUN CASO RIMUOVERE I PANNELLI DELLA
MACCHINA ED ACCEDERE AL SUO INTERNO SENZA
CHE SIA STA TA PREVENTIV AMENTE TOLT A LA SPINA
DALLA PRESA DI ALIMENTAZIONE.
EVENTUALI CONTROLLI ESEGUITI SOTTO TENSIONE
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Fig. L